FAQ

Quando è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo?

  • Quando manca la serenità, quando ci si accorge di avere reazioni inadeguate che portano sofferenza a sé stessi e/o agli altri;
  • Quando si ha la sensazione, o il timore, di non comprendere più il proprio vissuto, di perdere la bussola e il timone di se stessi e della propria vita;
  • Quando si avvertono dei blocchi che ostacolano la propria capacità di scegliere, decidere, agire;
  • Quando ci si trova in situazioni come: stallo – disagio – ansia – stress ingestibile – pensieri e impulsi fissi, intrusivi, inappropriati o irragionevoli – difficoltà comunicative, relazionali, sessuali – auto-svalutazione – autolesionismo – non accettazione di sé – depressione – disperazione – fasi critiche della vita – crisi d’identità – problemi esistenziali – euforia artificiale – dipendenze – perdita dell’autocontrollo – difficoltà nell’approccio con la realtà

Lo psicologo può raccontare ciò che viene confidato durante un colloquio?

Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate, così come prevede il Codice Deontologico dello Psicologo. Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. (tratto dal Codice Deontologico degli Psicologi)

Lo psicologo può essere sostituito da un amico?

No, perché un amico non ha quell’obiettività e quegli strumenti tecnico-professionali di cui dispone uno specialista della mente.

Lo psicologo prescrive farmaci?

No. Il suo lavoro clinico consiste nel comprendere ed accogliere la sofferenza, i vissuti e le domande, implicite o esplicite, di chi si rivolge a lui, allo scopo di aiutarlo ad acquisire una maggior consapevolezza di sé e delle proprie difficoltà e potenzialità, mettere ordine nella propria vita ed agire nella direzione desiderata.

Le fatture dello psicologo possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi?

Si, la detrazione è applicata al totale delle spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 Euro, in misura del 19%.

Cosa devo fare se avessi intenzione di rivolgermi ad uno psicologo?

Si richiede un primo appuntamento chiamando il numero telefonico  +39 3711228574, oppure inviando una mail a studio@elenapedrini.it, o compilando il form contatti.

Lo PSICOLOGO cosa fa? mi può essere utile?

Lo PSICOLOGO cosa fa?

Lo Psicologo è lo specialista che si occupa della psiche umana, sia sul piano conoscitivo  che clinico-operativo: dalla promozione del benessere alla prevenzione del disagio psichico, fino alla diagnosi, al trattamento ed eventualmente all’indirizzamento verso un differente professionista della salute psichica, quando più adeguato al caso.
Inoltre, in base ai suoi interessi personali e alla sua formazione, egli può rivolgersi non solo alle persone, ma anche ai gruppi (coppie, famiglie e altro ancora), ad interi organismi sociali (come scuole, aziende, strutture assistenziali) e alla comunità. Lo psicologo agisce promuovendo il benessere psichico attraverso strumenti come l’ascolto empatico, la comunicazione strategica, l’interpretazione, gli homeworks e varie tecniche di analisi, misura e osservazione (tra cui i test psicometrici), integrati dai dati degli esami fisici (quando necessari ad una corretta diagnosi) e dell’anamnesi psicosociale, vale a dire la raccolta delle informazioni biografiche utili per comprendere la complessità della situazione.

Lo PSICOLOGO ha conseguito una laurea magistrale o specialistica in Psicologia, ha svolto un tirocinio formativo di un anno sotto la supervisione di un tutor professionista iscritto all’Ordine degli Psicologi e ha superato l’Esame di Stato che consente l’iscrizione all’Albo A degli Psicologi della Regione di appartenenza, obbligatoria per esercitare. Chiunque può accedere all’Albo degli Psicologi per verificare la corretta iscrizione di un professionista.

Quando è consigliabile andare dallo Psicologo?

Quando un problema è tale da non poter essere affrontato con i propri mezzi o con l’aiuto degli altri.
La sofferenza non è di per sé patologica, ma è necessario esser consapevoli che un dolore o una difficoltà che persistono troppo a lungo molto probabilmente non passeranno da soli, ma piuttosto si cronicizzeranno. A volte il “fai da te”, i consigli di parenti e amici, i suggerimenti e gli aiuti del medico non hanno funzionato, generando un appuntamento quotidiano con il malessere che finisce per ripercuotersi e condizionare pesantemente la vita di tutti i giorni.
In situazioni di questo tipo, andare dallo psicologo significa essere responsabili e impegnarsi concretamente a migliorare la qualità della propria vita. Si può provare a rispondere sinceramente tra sé e sé a domande tipo: Se non riesco a risolvere il mio problema: come sarà la mia vita tra sei mesi, uno o due anni? Come potrebbero cambiare le mie relazioni? Quanto costa a me e alla mia famiglia il mio malessere per settimane, mesi, anni?

Quindi è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo:

  • Quando manca la serenità, quando ci si accorge di avere reazioni inadeguate che portano sofferenza a sé stessi e/o agli altri;
  • Quando si ha la sensazione, o il timore, di non comprendere più il proprio vissuto, di perdere la bussola e il timone di se stessi e della propria vita;
  • Quando si avvertono dei blocchi che ostacolano la propria capacità di scegliere, decidere, agire;
  • Quando ci si trova in situazioni come: stallo – disagio – ansia – stress ingestibile – pensieri e impulsi fissi, intrusivi, inappropriati o irragionevoli – difficoltà comunicative, relazionali, sessuali – auto-svalutazione – autolesionismo – non accettazione di sé – depressione – disperazione – fasi critiche della vita – crisi d’identità – problemi esistenziali – euforia artificiale – dipendenze – perdita dell’autocontrollo – difficoltà nell’approccio con la realtà

Lo psicologo è stato visto per lungo tempo “lo specialista dei matti o dei deboli”. La realtà è ben diversa: lo psicologo è “lo specialista dei coraggiosi”, di coloro che hanno il coraggio di guardare in faccia la propria sensibilità, di cercare di “sbrogliare” le matasse, trasformando la paura in coraggio e assumendosi la responsabilità del proprio cambiamento. La vera forza non è nascondere le proprie debolezze, ma saperle vedere, accettare e iniziare a lavorare per migliorarle.

Lo psicologo è qualcosa di simile a un coach, un educatore, una guida spirituale?

No, è una figura professionale diversa, anche se, quando richiesto, la sua azione può essere di tipo psicopedagogico e informativo.

Quanto dura e quanto costa l’intervento di uno psicologo?

La durata e il costo per seduta variano a seconda del tipo di intervento che risulta necessario nella situazione specifica e del tipo di percorso che si desidera intraprendere, ma sono chiari fin dall’inizio.

Spesso si pensa che andare dalla Psicologo significa impegnarsi per anni, con sedute plurisettimanali e molto costose. Solitamente non è così: si fissa un primo incontro per inquadrare la situazione e capire quale percorso è consigliabile. Possono essere proposti percorsi brevi, di poche sedute, oppure più lunghi ma comunque con incontro di cadenza settimanale, oppure quindicinale o mensile. Lo Psicologo propone in modo chiaro ciò che ritiene più opportuno nel caso specifico, in modo trasparente e per iscritto.

Le fatture dello psicologo possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.20 del 13/05/11, riconosce esplicitamente di aver equiparato, ai fini della detrazione IRPEF, le prestazioni sanitarie psicologiche e quelle mediche. La detrazione è applicata al totale delle spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 Euro, in misura del 19%. Tale detrazione non si applica invece alle spese per colloqui con il counselor o coach con altri professionisti di ambito non sanitario. Per poter detrarre le spese per lo psicologo non è necessario che le sedute siano state prescritte dal medico di base.

Come tutelarsi quando si sceglie un percorso psicologico?

  • Accertarsi che il professionista sia iscritto all’Albo Professionale
  • Il professionista deve porre rispetto alla Vostra privacy: deve sottoporre la richiesta per il Vostro consenso informato e per il trattamento dei dati. L’ambiente deve essere discreto e adeguato.

Differenze tra PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA, PSICHIATRA, NEUROLOGO, COACH, COUNSELLOR: facciamo chiarezza

Lo Psicoterapeuta è uno psicologo (o un medico) che ha seguito una scuola di specializzazione quadriennale abilitante alla Psicoterapia, ovvero una specifica tecnica d’intervento sui disturbi psicopatologici. Esistono vari tipi di Psicoterapia, anche molto diversi fra loro; ciò non deve stupire, poiché la mente umana è complessa, e si può guardare ad essa da diverse angolature – ad esempio concentrandoci prevalentemente sul suo aspetto osservabile, il comportamento, o su variabili più interne, come pensieri, emozioni, impulsi; su aspetti maggiormente consapevoli, o piuttosto prevalentemente inconsci; sui vissuti soggettivi o sulle dinamiche relazionali, o ancora sugli aspetti psicofisiologici e psicosomatici.

Lo Psicoanalista probabilmente nell’immaginario collettivo è il professionista della mente per antonomasia. Si tratta di uno psicologo o un medico specializzato in Psicoanalisi, ovvero una particolare forma di psicoterapia le cui basi risalgono a Freud, e successivamente evolutasi in molteplici direzioni. Come per la psicoterapia, infatti, non esiste un solo tipo di psicoanalisi, ma diverse, in base all’orientamento delle diverse Scuole Psicoanalitiche. Ciò che le accomuna è l’approcciarsi alla dimensione inconscia della mente, e l’utilizzo di tecniche cliniche come la libera associazione e l’interpretazione dei sogni.

Lo Psichiatra è un medico laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria. La specificità della sua formazione è nell’essere fondamentalmente medica, incentrata sui correlati genetici e fisiopatologici dei disturbi psichici, ed è quindi portato all’uso degli psicofarmaci quale metodo elettivo di trattamento. Tende sovente a intervenire con prescrizioni farmacologiche anche in caso di disturbi medio lievi, o addirittura squisitamente psicologici (ad esempio, difficoltà esistenziali o relazionali generanti ansia, depressione, insonnia, ecc.), come del resto tendono a fare anche gli stessi medici di famiglia (non psichiatri) consultati.

Il Neurologo è anch’egli un medico, specializzato in Neurologia. Talvolta viene confuso con lo psichiatra, ma si occupa delle disfunzioni del sistema nervoso sul versante squisitamente organico – pensiamo, ad esempio, a condizioni come Epilessia, Traumi Cranici, Demenze – intervenendo in modo farmacologico, chirurgico e riabilitativo (solitamente in collaborazione con altre figure professionali, come fisioterapisti o anche psicologi). Non è invece abilitato a diagnosticare e trattare problemi psicologici, salvo nei casi in cui i sintomi psichici abbiano in realtà un’origine organica – come si osserva in certe forme d’intossicazione o di Epilessia del Lobo Temporale.

Il Coach in Italia non è una professione regolamentata: lo Stato non indica cioè i requisiti minimi necessari per fare il Coach. Non esiste alcuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio, né tanto meno l’obbligo per il professionista di iscrizione ad un albo professionale. Diffusosi ultimamente soprattutto in ambito manageriale, il coaching si differenzia dagli interventi di psicoterapia e consulenza poiché non è orientato alla cura di disturbi psicologici o alla risoluzione di specifici problemi, bensì allo sviluppo dei talenti, nella direzione di fare emergere a pieno le potenzialità degli individui a vantaggio di una competenza da sviluppare o di un risultato da migliorare. Il coaching individuale – il più noto e frequente (chiamato anche “life coaching”) – si caratterizza per un rapporto esclusivo tra due persone – il coach e il “coachee” (manager, atleta, personaggio dello spettacolo…) -, in cui il primo aiuta il secondo a focalizzare i propri obiettivi e priorità e lo supporta, in termini prevalentemente motivazionali, nel mantenere e portare a termine il programma stabilito.

Il Counsellor: il Counselling è una “relazione d’aiuto. Essa consiste nell’applicazione da parte del professionista di abilità e competenze tese a facilitare il Cliente nell’uso delle sue risorse personali, affinché questi possa trovare la soluzione per un problema che crea disagio esistenziale e per migliorare complessivamente la qualità della sua vita. Lo scopo del Counselling è quello di offrire al Cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza. Il Counsellor non esercita attività sanitarie e non va confuso con altre figure professionali, quali lo psicologo, lo psicoterapeuta, ecc. . Infatti l’attività di counselling non prevede l’utilizzo di tecniche e metodologie di intervento proprie delle figure professionali citate, come la somministrazione o prescrizione di farmaci, l’utilizzo di test psicodiagnostici e quelle attività che nel dettaglio sono proprie della figura dello psicologo o dello psicoterapeuta.

©2016 Dott.ssa ELENA PEDRINI :: Psicologo Brescia